Progetto BABELE
Laboratorio di approfondimento sul testo di Ana Candida De Carvalho Carneiro
Testo vincitore del premio Hystrio 2011 scritture di scena_35
Testo selezionato per la 9tn Women Playwrights International Conference in Stoccolma (15-20 august 2012)
Laboratorio condotto da Sabrina Sinatti
Il laboratorio si pone come momento di indagine lungo il cammino verso la realizzazione di un progetto articolato attorno a Babele. E’ rivolto ad attori professionisti e attori neo-diplomati con un interesse verso la drammaturgia contemporanea, i meccanismi testuali spesso insoliti che la regolano e il lavoro su personaggi vicinissimi al contesto in cui viviamo.
Come si sa comprendere ciò che è troppo vicino comporta non meno difficoltà di ciò che è lontanissimo da noi. Il laboratorio si pone così il doppio intento, da una parte sondare quelle profondità che il testo dona alla scena, concedendoci il gioco delle domande fuori dalla frettolosa macchina produttiva, e dall’altra offrire agli attori partecipanti una modalità di approccio a un testo scritto oggi che parla di oggi e che a scanso dall’essere pura cronaca, nei temi trattati ci vede immischiati tutti.
Nella concatenazione di dialoghi, sempre a non più di due personaggi, emerge in Babele il dilemma della comunicazione tra uomini e della qualità della relazione che attraverso la comunicazione si consolida o che con l’avvento della globalizzazione, si disperde. Attorno a questo nucleo così caro al mestiere del teatro, il laboratorio si muoverà su un primo lavoro fisico e corale, aprendo le implicazioni date dallo spazio, dal corpo, dai corpi. Seguirà l’approccio ai personaggi, dentro le maglie di un linguaggio serrato e ad alte temperature emotive.
Il testo
Thomas Ruhe è un linguista che sta cercando di decifrare una lingua in procinto di sparire. Da una regione remota e imprecisata della terra, porta in città l’ultima parlante di questa lingua, una vecchia malata che sta per morire. Le difficoltà lo portano a chiedere aiuto al nipote della vecchia, suo unico parente vivo, che ha deciso di venire in città per cercare fortuna. A questa vicenda principale, s’intrecciano le storie appunto di Djibo, l’aborigeno, la cui identità viene pian piano inghiottita dalla cultura dominante; di Sarah, l’ex fidanzata di Thomas, giovane ragazza che cerca di sopravvivere in un mondo senza morale; di Samuel Ruhe, top manager di una multinazionale delle telecomunicazioni, a un passo dal diventarne tramite un fusione, amministratore delegato mondiale; e della Signorina Jolie, sua fedele segretaria.
“Babele sembra parlare della trappola del capitalismo moderno o meglio dell’attuale “libertà condizionata” di noi tutti, attraverso un congegno testuale che intreccia forma e contenuto, fatto di rigorose simmetrie tra personaggi concreti, toccanti e talvolta ironici e una tessitura di segni minuziosamente distribuita, eppure come un rompicapo logico, capace di sfidare lo spettatore in ciò che costantemente sfugge.I temi della globalizzazione, del linguaggio, della tensione verso il successo incondizionato, delle minoranze, del rapporto tra natura e cultura e più ancora il tema che riguarda il destino di quei valori come l’amore, l’amicizia il senso di fratellanza e solidarietà o semplicemente lo sguardo e l’ascolto dell’altro in un mondo egemonizzato dalla tecnica, costituiscono un indubitabile collante con la nostra contemporaneità.Contemporaneità che in Babele mostra tutta la sua ferocia e spregiudicatezza così come suscita la più disperata commozione per l’umanità fragile che racconta.” Dalle note di Sabrina Sinatti

